Archivio della categoria “News dal territorio”

Nei giorni scorsi su Facebook è nato un gruppo chiamato “Consorzio Sulcitani Indipendenti”, che vuole essere un primo luogo di incontro virtuale per i giovani artisti e creativi della Provincia di Carbonia Iglesias, intenzionati a unirsi in un collettivo artistico.

Così recita il testo informativo sul gruppo: “Uniamoci, costruiamo NOI il NOSTRO futuro. Questo gruppo è mirato alla creazione di un Collettivo Artistico nel nostro Territorio, che sinergicamente collabori per creare, produrre, diffondere il nostro LAVORO, LA NOSTRA ARTE, LA NOSTRA VOCE.”

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settimana santa iglesiasDurante la Settimana Santa, nella cittadina del Sulcis l’atmosfera, la cultura e l’influenza spagnola sono ancor più evidenti grazie a riti risalenti alla fine del Seicento. Gli appartenenti alle Arciconfraternite del Santo Monte, della Vergine e della Pietà indossano un abito bianco ornato di fiocchi neri. I confratelli, chiamati “Germani”, devono il loro nome ad un adattamento dello spagnolo “Hermanos” e sfilano in processione in rigoroso ordine di anzianità, con il cappuccio, sa visiera, che copre loro il viso.

L’insieme di manifestazioni ha inizio il Martedì con la processione dei Misteri: sette simulacri, simbolo della Passione del Cristo, vengono trasportati in processione per le vie cittadine. Una portantina addobbata di fiori e fronde di ulivo incede per le strade della città, simboleggiando l’orto del Getsèmani, luogo in cui Gesù si raccolse in preghiera poco prima di essere catturato. Seguono le statue raffiguranti Gesù Cristo imprigionato, flagellato, coronato di spine, in cammino verso il Calvario, crocefisso, e infine il simulacro della Madonna Addolorata.

Subito dopo il tramonto, il Giovedì, il simulacro della Madonna Addolorata viene trasportato in sette chiese dove viene allestito il Sepolcro. Il Venerdì sera si snoda poi la solenne processione che rievoca il funerale di Gesù Cristo: Cristo è raffigurato senza vita in un simulacro in legno del XVII secolo. Le donne ammesse alla partecipazione, appartenenti all’Associazione del Santissimo, indossano tuniche nere. Gli uomini, “Germani” della Confraternita del Santo Monte, sono abbigliati con una lunga tunica bianca e voluminosi cappucci. Nel corteo del funerale sono presenti anche is Baballotis, bambini e adulti vestiti con abiti bianchi. Due bambini vestiti con abiti di foggia orientale interpretano i personaggi evangelici di San Giovanni e la Maddalena, mentre Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo sono rappresentati da due varonis, che portano martello e tenaglie.

Il giorno di Pasqua si tiene la processione de S’Incontru: dalla Chiesa di San Francesco prende il via la processione con il Cristo Risorto mentre dalla Chiesa di San Giuseppe parte la processione con il simulacro della Madonna. Le due processioni si incontreranno nella centrale piazza Sella dove le due statue si inchineranno per tre volte l’una di fronte all’altra in segno di saluto tra la folla festante per la risurrezione di Cristo.

La Settimana Santa si conclude il martedì dopo la Pasqua con la piccola processione de S’Inserru durante la quale i simulacri con altri tre inchini si salutano e ognuno fa ritorno alla Chiesa di provenienza.

Programma delle celebrazioni

19 aprile 2011 ore 19
Martedì Santo: Processione dei Sette Misteri dalla Chiesa di San Michele

20 aprile 2011 ore 18.30
Mercoledì Santo: Santa messa nella Chiesa di San Michele

21 aprile 2011 ore 20
Giovedì Santo: Visita alle sette Chiese e Processione dell’Addolorata dalla Chiesa di San Michele

22 aprile 2011
Venerdì Santo
ore 9 Processione del Monte dalla Chiesa di San Michele
ore 20 Processione del Descenso dalla Chiesa di San Michele

24 aprile 2011 ore 9.30
Domenica di Pasqua: Processione de S’Incontru

26 aprile 2010 ore 18.30
Processione de S’Inserru dalla Chiesa Della Purissima

Il paese di Iglesias

Contatti
Comune di Iglesias piazza Municipio 1, Iglesias
tel. +39 0781 2741
info@comune.iglesias.ca.it
www.comune.iglesias.ca.it


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http://2.bp.blogspot.com/_pP5TWIzFKNM/SBHtRB5il9I/AAAAAAAAA40/bVwvJSUPxOU/s320/P4250082.JPGL’Associazione C.I.A.O. Carloforte; Consorzio Arcobaleno (CCN) Carloforte, organizzano, presentano e invitano tutti all’Undicesima Sagra del Cuscus Tabarkino, nella splendida cornice di Carloforte, sull’Isola di San Pietro. Laboratori, degustazioni di specialita’, mostre mercato, eventi e musica da venerdi’ 29 aprile a domenica 1 maggio.

PROGRAMMA
Tutti i giorni dalle 10:00 alle ore 22:00
- Laboratori di preparazione del cus cus carlofortino, siciliano e marocchino.
- Degustazione delle specialità.
- Mostra mercato di prodotti tipici regionali, arti e mestieri.

SPETTACOLI
Venerdì 29 aprile 2011 – Ore 21:00
- Concerto acustico “Jokers on air”

Sabato 30 aprile 2011 – Ore 21:00
- Show “I migliori anni”

Domenica 1 maggio 2011
- Ore 19:30 – Concerto “I ruota libera”
- Ore 21:00 – Concerto live “Almamediterranea”

Il programma potrebbe subire variazioni.
Si ringraziano tutti i volontari per la collaborazione.

PER INFORMAZIONI

- Associazione C.I.A.O. Carloforte
- Consorzio Arcobaleno Centro Commerciale Naturale Carloforte

E-mail:
- associazioneciao@isoladisanpietro.org
- consorzioarcobaleno@isoladisanpietro.org

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Dopo le opere di Joan Mirò e dei grandi artisti del Novecento, la Grande miniera Serbariu ospiterà 68 incisioni di Rembrandt.

http://globalmoxie.com/bm~pix/rembrandt-studio~s800x800.jpgIl cerchio si è chiuso: da città del carbone a città dell’arte, della cultura e della scienza. Tutto nel polo d’eccellenza: la Grande miniera di Serbariu.
LA MOSTRA La conferma che questo percorso è giunto a compimento viene da un nuova iniziativa artistica, unica in Sardegna, che decollerà sabato 26 marzo nei padiglioni del museo Paleontologico: è la mostra di 68 incisioni originali del pittore e incisore olandese Rembrandt, uno dei massimi rappresentanti dell’arte mondiale vissuto nel XVII secolo. Carbonia ospiterà per due mesi gran parte della sua monografia: un evento eccezionale se si considera che nella sua lunga carriera il Maestro di Leida aveva realizzato 290 incisioni su lastre di rame. Quasi un terzo di questo corpus di inestimabile valore arriverà sabato nel Sulcis da vari musei europei (su tutti Berlino e Amsterdam). L’iniziativa, intitolata “La luce incisa”, è della coop Mediterranea e nasce d’intesa con l’ente Sistema Musei di Perugia. I capolavori di Rembrandt sono il corollario di un percorso che ha rilanciato l’ex miniera nel nome dell’arte: un anno fa era stata ospitata la mostra di Joan Mirò, tre anni fa quella di 45 opere di artisti del Novecento fra cui Picasso.
IL PROGETTO Alle esposizioni d’arte si affianca la cultura della riqualificazione urbana riconosciuta a livello internazionale: proprio questa sera alle 18,30 nella sala convegni della miniera verrà illustrato il progetto “Carbonia, città del Novecento”, scelto dal ministero dei Beni culturali per rappresentare l’Italia alla seconda edizione del “Premio del Paesaggio” indetto dalla Consiglio d’Europa. L’intervento di riqualificazione avviato (e in parte deve ancora proseguire) è stato giudicato fra i migliori esempi di buone prassi di conservazione del paesaggio. Saranno presenti funzionari del ministero e della Regione.
IL SEMINARIO Inoltre, questa vocazione dell’ex miniera agli appuntamenti internazionali ha trovato conferma pochi mesi fa con il seminario sui rapporti fra il Mediterraneo e la Russia: il convegno riservato agli esperti di storia si era trasformato in un fatto di cronaca per la solidarietà che il mondo accademico aveva espresso agli operai dell’Eurallumina, la fabbrica di proprietà della russa Rusal. Ma l’ex miniera, oltre che arte e cultura è anche scienza: da anni opera il centro ricerche Sotacarbo dove si studia l’utilizzo pulito del carbone.

(fonte UNIONE SARDA)

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http://i.ytimg.com/vi/o1eR5OvlSoI/0.jpgIl Comitato Promotore per il Recupero e la Valorizzazione del Patrimonio Varietale del Sulcis Iglesiente denominato “Antichi Solchi” invita tutti a partecipare Domenica 27 Marzo 2011 a partire dalle ore 09:00, presso l’Agriturismo Agrifoglio – via Porto Botte  a San Giovanni Suergiu – alla “Festa degli Innesti e della Potatura”

La Festa si propone di focalizzare l’attenzione dei partecipanti sull’urgenza di “ri-iniziare” a diffondere sul territorio, attraverso la pratica dell’innesto, le antiche varietà a rischio di estinzione. A tal scopo, si apprenderanno le tecniche di base dell’innesto e della potatura e si procederà con l’innesto di alcune marze di peri, meli e ulivi che sono stati identificati dal Comitato come facenti parte del patrimonio varietale locale.

Programma della Giornata

Ore 09:00 – 12:00
- Brevi cenni sulle tecniche di innesto e potatura.
- Incontro con gli innestatori esperti e organizzazione dei partecipanti in piccoli gruppi per procedere all’esperienza pratica sul campo. Chi volesse partecipare, dovrà indossare indumenti da lavoro e portare con sé l’attrezzatura necessaria per l’innesto (coltellino apposito, rafia naturale). E’ gradita una conferma di partecipazione preferibilmente via e-mail ad antichisolchi@gmail.com

Ore 13:00
- Pranzo preparato dalla Cooperativa Agrifoglio per Euro 13,00 a persona (prezzo riservato esclusivamente a chi porta con sé stoviglie durevoli). Per il pranzo è necessario prenotare entro Venerdì 25 Marzo ore 13:00, telefonando direttamente alla Cooperativa Agrifoglio allo 0781/68137


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http://www.sardegnablog.it/files/2011/03/00126-300x199.jpgPortovesme srl: scongiurata chiusura

E’ stata scongiurata la chiusura della Portovesme srl, l’azienda della Glencore che produce piombo e zinco i cui vertici avevano minacciato il blocco di 300 milioni di investimenti a causa del taglio degli incentivi statali sulle energie rinnovabili. La buona notizia per i dipendenti e’ arrivata oggi a Roma con l’accordo siglato presso il ministero dello Sviluppo economico. Con il nuovo accordo e’ prevista l’attribuzione di 23 megawatt di energia con l’interconnessione, la pubblicazione in tempi brevi dell’accordo di programma sulla Gazzetta ufficiale mentre il governo ha dato garanzie sul mantenimento degli incentivi verdi. (fonte www.sardegnablog.it)

Carbosulcis: rilancio delle miniere di carbone, la Sotacarbo presenta il progetto al ministero dello Sviluppo

È incominciato ufficialmente il percorso del progetto Sulcis per lo sfruttamento e il rilancio del carbone. La Sotacarbo ha consegnato al mistero dello Sviluppo economico le schede di fattibilità del progetto integrato centrale-miniera-carbone con le tecnologia a zero emissioni: le valutazioni tecniche ed economiche sono adesso in mano al Ministero che potrà inviarle alla Commissione Europea iniziando un confronto che si rivelerà fondamentale per il futuro della carbone Sulcis. In verità nei mesi scorsi c’erano stati già dei contatti tra il Governo italiano e Bruxelles sulla questione carbone, ma il discorso entrerà nel vivo nelle prossime settimane con l’analisi delle schede tecniche preparate dalla Sotacarbo sulla fattibilità economica del progetto. Continua così il percorso del Gruppo di lavoro istituito dal Ministero per occuparsi della preparazione del bando per l’assegnazione della concessione integrata. (fonte UNIONE SARDA)

Carloforte, a giugno nuova edizione del Girotonno

Si svolgera’ dal 2 al 5 giugno, a Carloforte, nell’Isola San Pietro, la nuova edizione del “Girotonno”, la nona quest’anno. Ritorna la “World Tuna Cuisine Competition”, la Sagra del Tonno Rosso. Per 4 giorni i famosi cuochi di Italia, Messico, India e Grecia si cimenteranno a preparare deliziosi piatti col Tonno Rosso, pescato nella tonnara di Carloforte, la più antica del Mediterraneo. Per quattro giorni le piazze e le strade di Carloforte si animano a festa, con giocolieri, bande musicali tradizionali e non. Cucina, feste, incontri, convegni, dibattiti, spettacoli, giochi e musica per celebrare Carloforte e il suo tonno conosciuto in tutto il mondo. Presto tutte le news sul programma del 2011 sul sito internet www.girotonno.org (fonte www.sardegnablog.it)

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http://www.sulcisiglesiente.eu/uplgallery/700_Masainas%20carciofi.jpgTre giorni all’insegna dell’ambiente nel rispetto della natura e della terra. Si chiama ‘Facciamo insieme un orto sinergico’ l’iniziativa promossa dal Centro sperimentazione autosviluppo, con il patrocinio della Provincia di Carbonia Iglesias, da oggi sino a domenica a Masainas. L’iniziativa comincia questa sera, alle 18, nella cooperativa Agrifoglio di San Giovanni Suergiu in via Porto Botte, con un incontro con l’agronomo dell’associazione Biosardinia di Nuoro Maurizio Fadda che terrà una lezione sul significato di orto sinergico e sulle esperienze in corso in Sardegna. L’esperienza proseguirà poi sabato e domenica con le lezioni e la pratica sulla preparazione dei bancali, dell’impianto di irrigazione e messa a dimora delle piante cui seguirà al copertura con la paglia. “L’iniziativa ha un grande obiettivo fondamentale – spiegano i responsabili del Centro sperimentazione autosviluppo – consentire alle persone di riavvicinarsi alla terra, favorire lo sviluppo di nuove abilità e l’apprendimento di tecniche per la produzione del cibo, e infine, condividere idee e capacita per dare vita a relazioni interpersonali positive. La scelta dell’orto sinergico risponde alla necessita di proporre un modello di produzione di cibo locale per il futuro a basso impatto energetico, indipendente dalle energie fossili’. Il progetto lanciato oggi a Masainas fa parte di una serie di attività lanciate dal Csa nel sud occidente della Sardegna. Dal 1999 il centro sperimentazione autosviluppo è impegnato in attività finalizzate alla difesa dell’ambiente all’incremento del commercio solidale. Tra le iniziative portate avanti anche la rete Domus amigas, ossia il turismo responsabile all’insegna della bioedilizia.

(fonte UNIONESARDA)

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18 Dicembre 2009 - 71° anniversario della fondazione di CarboniaCarbonia e il territorio del Sulcis Iglesiente-Guspinese vogliono diventare, nel 2019, la “Capitale Europea della Cultura”. La concorrenza è di quelle toste, saranno candidate città come Venezia, Siena, Torino solo per fare qualche nome. Eppure Carbonia e il nostro territorio vorrebbero entrare a far parte delle candidate, visto che nel 2019 la sede toccherà proprio all’Italia. A proporre l’idea è stata la Commissione consiliare alla Cultura di Carbonia.

La Capitale Europea della Cultura – nel 2010 era Essen, in Germania – è una città scelta dall’Unione Europea che durante il corso di un anno puo’ mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale. Per quell’anno è la città di riferimento per la cultura a livello europeo. Certamente sarebbe una grandissima occasione di rilancio per Carbonia e il nostro territorio, un’opportunita’ per essere “in vetrina” a livello europeo, ma anche per avere un ritorno economico non indifferente. Il Governo dovra’ scegliere entro il 2014, Carbonia ha intenzione di presentare un piano di fattibilità da 50 mila euro da affidare a una commissione di esperti che avrà il compito di pianificare un anno di attività culturali ai massimi livelli ed incentrate sulle specificità di Carbonia e del territorio.

Voi cosa ne pensate? Sarebbe una bella opportunita’ per Carbonia e tutto il nostro territorio? Oppure – dato che siamo la Provincia piu’ povera d’Italia – sarebbe il caso di concentrare forze e risorse su altri obiettivi?

Dateci il vostro parere lasciando il vostro commento qui sul post, oppure votate il sondaggio che abbiamo creato nei nostri profili Facebook (Tutto Sulcis, TuttoSulcis Sardegna).



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http://blog.studenti.it/lavorosociologia/wp-content/uploads/2010/11/formazione.jpgLa Provincia ha completato la procedura di affidamento agli Enti di Formazione professionale dei corsi previsti nel relativo Piano, predisposto secondo gli indirizzi della Giunta e a suo tempo presentato all’approvazione della Regione.

Il Sulcis Iglesiente beneficerà di quindici corsi, finanziati e coordinati per il primo anno direttamente dalla Provincia con 1.914.000 euro.

Il Piano della Formazione professionale, dopo l’avvenuto esame delle numerose istanze pervenute dagli Enti accreditati, è quindi pronto a decollare: saranno poi gli Enti aggiudicatari (Enap Sardegna ne gestirà 6 su 15) a pubblicare gli avvisi di partecipazione destinati al pubblico.

Ai corsi potranno partecipare maggiorenni disoccupati e inoccupati residenti in Sardegna ed anche emigrati disoccupati ed inoccupati, per un totale di 215 allievi, tra addetti, tecnici e responsabili; le categorie di accesso vanno dalla licenza media inferiore al diploma di scuola media superiore.

I settori maggiormente gettonati riguardano i servizi ricettivi e turistici, la ristorazione, l’ambiente, l’ecologia, la sicurezza e le produzioni metalmeccaniche e cantieristiche.

LEGGETE L’ELENCO DEI CORSI

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http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/9a/Piazza_Roma_Carbonia.jpgCARBONIA. Una città nella quale si vive «abbastanza bene» e i cui cittadini manifestano in maniera decisamente consistente un alto gradimento dell’operato dell’amministrazione comunale che ha governato la città negli ultimi anni.  Una città nella quale non sembra ancora spezzato il legame tra politica e cittadini, visto che l’intenzione di recarsi alle urne è una previsione propria di almeno l’85 per cento degli elettori. Decisamente più alta dei dati reali riscontrati agli ultimi appuntamenti elettorali, nei quali la percentuale di astensione è sempre stata attestata intorno al 30 per cento. Sono i dati che emergono da una indagine svolta, per conto del Pd dalla società Ipr che nel mese di novembre dello scorso anno ha effettuato un sondaggio coinvolgendo un campione di mille persone.  Lo stesso sondaggio è stato poi ripetuto un mese dopo, confermando gli stessi risultati, che sono risultati anzi accentuati in favore dell’amministrazione in carica. Un motivo dal quale, con tutta probabilità, deriva anche la prefigurazione di quello che sarà il vincitore della competizione elettorale di primavera. Per il sessanta per cento dei cittaidni sarà il candidato del centro sinistra. Solo il 13 per cento ipotizza un cambio nella coalizione che amministrerà la città, mentre il 30 per cento «non sa».  E la previsione non è legata alla appartenenza politica degli intervistati. Tra i pronosticatori della vittoria del centro sinistra c’è il 71 per cento di chi ha dichiarato di aver votato Cherchi, ma anche il 62 per cento di chi ha votato Zonchello, e il 64 per cento di chi ha votato altri candidati. E, comunque, l’ottimismo tocca l’86 per cento degli elettori del Pd e il 75 per cento degli elettori degli altri partiti di centro sinistra.  «Al di là delle previsioni di comportamento elettorale – ha spiegato Tore Cherchi – è di rilievo il giudizio marcatamente positivo sulla vivibilità della città. Da questo giudizio dipendono le decisioni conseguenti. L’elettorato ha compreso che il centro sinistra rappresenta una garanzia per la prosecuzione lungo la strada della costruzione di una città sempre più a misura d’uomo».  Positivo anche il parere del segretario di federazione del Pd Emanuele Cani.  «La coalizione di centro sinistra è vista dai nostri concittadini, alla luce dell’esperienza, come garanzia di buona amministrazione della città, in grado di dare risposte ai bisogni della gente. E, qualunque sia il candidato che emergerà domenica alle primarie, è ancora nella continuità che i cittadini sperano che possa continuare il cammino».  (fonte www.lanuovasardegna.it)

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Pubblichiamo oggi una lettera scritta da una cittadina di Carloforte che pone all’attenzione di tutti un problema che sta preoccupando seriamente gli abitanti dell’isola di San Pietro.

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In seguito alla fuoriuscita di Fluoro e di altre sostanze non identificate dagli stabilimenti dell’ Alcoa (società leader nella produzione di alluminio primario) di Portovesme – CI -, verificatasi nel mese di agosto e settembre 2009, venne richiesto al Comune di Carloforte, da parte del gruppo “Carlofortini preoccupati” un monitoraggio ambientale.

Il Comune, dietro questa pressione, dispose delle analisi episodiche di acque superficiali e terreni incaricando la società Edam – Soluzioni ambientali s.r.l. di Gallarate. Dalla relazione sui campionamenti effettuati, emergono dati poco rassicuranti. Nei terreni dell’isola di San Pietro si trovano, infatti, metalli pesanti: “si osservano elevate concentrazioni di ferro e alluminio, per i quali la normativa non prevede però limiti”. In alcuni terreni in particolare, sono state riscontrate altissime quantità di alluminio: più di 100 gr per 1 Kg di terreno.

Il fatto sconcertante è che la relazione della Edam omette la presenza di alcuni metalli, ampiamente presenti in numerose località dell’isola:
Stagno (i cui composti organici sono tossici), con valori superiori a 40 volte i limiti di legge (41,0 mg/kg con un valore limite 1 mg/Kg).

Berillio (sostanza tossica e cancerogena), con valori di <2,1 mg/Kg (con un valore limite 2 mg/Kg). Sono molti altri i metalli rilevati nei terreni con concentrazioni molto vicine al limite previsto per legge, come ad esempio tallio (molto tossico, per cui in passato il suo uso in prodotti di largo consumo è stato bandito), antimonio (metallo tossico che ad alte dosi può addirittura provocare la morte nel giro di pochi giorni) e ancora cadmio, mercurio, piombo, zinco e cromo esavalente. Queste sostanze, tutte tossiche e/o cancerogene, sono certamente in parte di origine antropica e, anche se in alcuni casi non si superano i limiti, la loro presenza meriterebbe ulteriori analisi per poterne determinare l’origine.

Anche la frutta risulta contaminata. Preoccupanti sono i risultati delle analisi compiute nel maggio 2010: sulle nespole analizzate risulta, infatti, un’alta percentuale di piombo (pari allo 0,18 mg/kg con un limite 0,1 mg/kg, quindi quasi il doppio del limite consentito) e cadmio (pari allo 0,04 mg/kg con un limite 0,05 mg/kg). A supporto di questi dati va ricordato che già negli anni ‘90 ben 17 carlofortini su 20 sottoposti ad analisi presentavano quantità di piombo nel sangue.

Sono state analizzate anche le acque superficiali, ed anche in questo caso emergono concentrazioni di: ferro (ben 15 volte oltre i limiti di legge) , manganese (quasi 4 volte i limiti di legge) e selenio (oltre 30 volte i limiti di legge). Altri metalli, di probabile origine antropic,a sono stati rilevati con concentrazioni vicine al limite previsto per legge e sono cadmio e arsenico.
Uno studio scientifico condotto dal Professor Marco Schintu dell’Università di Cagliari, recentemente pubblicato, ha evidenziato come la presenza di metalli pesanti tra i quali Cadmio e Piombo, nelle alghe marine circostanti l’Isola di San Pietro, che potrebbe essere di origine industriale.

Dall’analisi delle acque emerge un altro dato molto preoccupante, anche questo omesso dalla relazione: in un campione di acqua analizzata i fluoruri sono pari a 2,7 mg/l, quando il valore limite di comprovata tossicità è di 1,5 mg/l. Quindi, la presenza di questa sostanza potrebbe attribuirsi all’incidente dell’Alcoa di Portovesme, che ha interessato anche l’isola di San Pietro. Il rischio derivato da questa fuoriuscita di fluoro è quello di arrecare danni irreparabili per l’uomo con gravissime conseguenze in caso di ingerimento, come la fluorosi, che provoca malformazioni dello scheletro e cattiva funzionalità dei denti (tragico esempio sono gli agnelli deformi delle campagne di Paringiannu, afflitti da fluorosi cronica).

Questi dati allarmanti sono stati omessi dalla relazione prodotta dalla società Edam e mascherati con dichiarazioni dell’Assessore alla Sanità del comune di Carloforte Patrizia Congiu che, sia in sede di consiglio comunale del 19/10/2009 che in una dichiarazione rilasciata alla stampa e comparsa su La Nuova Sardegna in data 29/10/2009, sostiene: “ A Carloforte nessun rischio da fluoro dell’area industriale di Portovesme” e ancora “la Salute della popolazione carolina non corre nessun serio pericolo derivato dalla vicinanza del polo industriale, tantomeno per la recente fuoriuscita di fluoro dall’Alcoa”. Affermazioni che vengono smentite in pieno dai dati emersi dalle analisi.

Va inoltre ricordato che a Genova nell’ottobre del 2007 vennero fermati due tir carichi di scorie radioattive diretti in Sardegna per essere smaltiti negli stabilimenti della Portovesme Srl (notizia anche riportata da La Nuova Sardegna del 23/10/2007), e come la stessa società sia oggi indagata per un traffico di rifiuti tossici per il quale sono sotto processo alcuni responsabili dell’azienda.
La situazione risulta fortemente preoccupante, considerati gli effetti negativi e mortali che sostanze di questo tipo possono provocare.
Molti sono i dubbi e le preoccupazioni per il comune di Carloforte e l’isola di San Pietro, che senza alcuna motivazione non rientra nell’“Area ad elevato rischio di crisi ambientale del Sulcis Iglesiente”, sebbene Carloforte sia distante solo 10 km dal polo industriale, che già comprende i comuni di Portoscuso (0 km), Gonnesa (9 km), Carbonia(11 km), San Giovanni Suergiu (13 km) e San’Antioco (15 km). Questa vicinanza è fortemente impattante sul territorio e sulla salute di chi vi abita, come dimostrato dall’aumento di patologie tumorali, cardiovascolari, tiroidee e dell’apparato respiratorio.
Carlofortini preoccupati!

Delia Parodo – per “Carlofortini preoccupati!”

http://www.apneateam.it/images/CArloforte.JPG


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http://www.giancarlocarta.it/archivio_immagini/attualita_grande/cappellacci_276.jpgIl presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, si è classificato ultimo tra i governatori di tutte le regioni italiane. Il dato proviene dai risultati del sondaggio annuale Governance-Poll realizzato da Ipr Marketing per il quotidiano nazionale “Il Sole 24 Ore”.

Che il governatore della Sardegna non fosse molto amato lo si intuiva ormai da tempo, ma ora ci sono anche dei dati ufficiali che lo confermano.

Ma anche gli altri amministratori sardi non se la passano troppo bene. E i dati del sondaggio evidenziano come quasi tutti i politici che governano gli enti locali sardi non godono certo di grande apprezzamento.

Tra i presidenti di Provincia, infatti, quelli isolani sono quasi tutti in fondo alla classifica del principale quotidiano economico italiano. Del resto l’astensionismo-record delle ultime elezioni di primavera aveva già dato qualche avvisaglia sulla poca stima dei sardi verso chi li amministra. Unica notevole eccezione il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, quinto in Italia e primo tra gli amministratori pubblici isolani.

In Italia è il leghista Luca Zaia, governatore del Veneto, in testa della classifica di apprezzamento, seguito da Enrico Rossi (governatore della Toscana) e Giuseppe Scopelitti (Calabria). Tra i sindaci più amati ci sono il fiorentino Matteo Renzi (al primo posto), Sergio Chiamparino (sindaco di Torino), Vincenzo De Luca (Salerno) e Flavio Tosi (Verona).

In fondo alla classifica dei presidenti di regione, come detto, c’è tristemente Ugo Cappellacci, che si ferma appena al 47% di consenso, insieme ai presidenti delle regioni Molise e Abruzzo. Sono quasi 5 i punti percentuali di consenso persi dalle elezioni dal presidente della regione. Ma andiamo a vedere gli altri risultati che riguardano la Sardegna.

Per quanto riguarda le Province un buon piazzamento l’ha ottenuto Massimiliano De Seneen, presidente della provincia di Oristano, che si piazza al 15° posto in Italia su un totale di 108 province, col 59% di consensi. Dietro di lui Fulvio Tocco (presidente della provincia del Medio Campidano) al 44° posto col 55%, seguito da Fedele Sanciu al 69° posto (53%, Olbia Tempio) e Graziano Milia all’82° posto (52%, Cagliari), che precede di un punto percentuale Alessandra Giudici (Sassari), Bruno Pilia (Ogliastra) e Roberto Deriu (Nuoro), tutti all’87° posto col 51%. Chiude col 50% di consensi il presidente della nostra provincia di Carbonia Iglesias, Salvatore Cherchi, che si piazza in fondo alla classifica al 96° posto.

Per qual che riguarda la classifica dei sindaci delle città capoluogo di provincia, in Sardegna come detto bene il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, quinto in Italia col 64% di consensi. Dietro il sindaco sassarese, si è piazzato col 56,5% il sindaco di Nuoro, Alessandro Bianchi; seguito da Gianni Giovannelli (sindaco di Olbia) col 55%  e da Angela Nonnis (sindaco di Oristano) col 48%. Al 47,5% di consensi il sindaco di Cagliari Emilio Floris, sul fondo della classifica al 97° posto.

Per quanto riguarda Carbonia, non sono stati ottenuti risultati sul sindaco in quanto il comune sulcitano è al momento retto dal vicesindaco, dopo l’elezione alla presidenza della provincia di Salvatore Cherchi.

In generale, ma c’era da aspettarselo, uno studio che conferma il poco apprezzamento dei sardi, con qualche eccezione, nei confronti di chi li amministra. Si spera che una lettura dei dati pubblicati dal Sole 24 ore possa portare ad un esame di coscienza generale per coloro che governano la Sardegna e le province, affinché cambino marcia e inizino a lavorare sul serio. L’Isola ha bisogno di persone che si impegnino per portare fuori la Regione da questa profonda crisi sociale ed economica che dura da troppo tempo.

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Nella sede Ausi l’agenzia Onu per l’ambiente

Iglesias. Le trattative sono in corso. Il presidente Tore Cherchi: «Ospiterà corsi di alta formazione»

Si chiama Unep, acronimo inglese di Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. Ebbene, una delle sedi operative di tale organismo potrebbe nascere a Monteponi, nella sede dell’Università del Sulcis.

http://edicola.unionesarda.it/CONTROLLI/ImageFromDB.ashx?Tipo=Foto&Id=771453Forse Scienza dei materiali è un capitolo chiuso, ma Monteponi si accinge ad ospitare una delle sedi operative dell’Unep. L’acronimo sta per United Nations environment programme, ovvero Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, una sorta di agenzia che ha tra i compiti quello della tutela ambientale e dell’utilizzo sostenibile delle risorse. Il tutto attraverso un lavoro coordinato (che coinvolge partner istituzionali e privati in tutto il mondo) improntato soprattutto allo studio e alla ricerca. A confermare che si tratta di molto più di un’indiscrezione è Tore Cherchi, che in qualità di presidente della Provincia Carbonia-Iglesias presiede anche il Cda del Consorzio Ausi, ente che sostiene l’Università di Monteponi: «Ci sono trattative in corso e posso dire che siamo in presenza di segnali concreti che ci inducono a guardare al futuro con fondata prospettiva».
IL PROGETTO Una frase che può sembrare un tantino enigmatica, ma dalla quale si intuisce che il presidente dell’Ausi considera concreta la possibilità di dislocare a Monteponi una delle sedi dell’agenzia. Un progetto che prevede la cooperazione dell’Unep con gli enti locali per il tramite proprio dell’Ausi, che coinvolgerebbe l’Università. Le finalità sarebbero molteplici e Tore Cherchi le sintetizza in due passaggi: «Il primo prevede l’attivazione di progetti di alta formazione e innovazione in campo ambientale; il secondo la cooperazione decentrata sullo sviluppo, attuando progetti con altre località del Terzo mondo da non confondere assolutamente con l’assistenza, visto che parliamo di sviluppo».
I FINANZIAMENTI Le risorse per le attività arriverebbero direttamente dal Governo, attraverso il Ministero degli Esteri, seppure siano previsti investimenti anche da parte degli enti locali. Ma è chiaro che le ripercussioni positive sarebbero notevoli. «Fare diventare Monteponi uno dei centri di riferimento dell’Unep sarebbe una conquista enorme – commenta il presidente – un fatto di prestigio sia se consideriamo l’aspetto culturale e formativo, sia se ci soffermiamo sul piano dello sviluppo economico». Il quartier generale dell’Unep ha sede a Nairobi, in Kenya, e svolge i suoi compiti istituzionali in coordinamento con gli altri programmi e agenzie delle Nazioni Unite, ma anche con gli stati e le organizzazioni internazionali e quelle non governative o i soggetti privati. Le azioni dell’Unep sono finalizzate non soltanto a monitorare la situazione ambientale a livello globale, ma realizzare studi e ricerche trasferendo conoscenze e tecnologie nel campo dello sviluppo sostenibile.
L’AMBIENTE Al momento non si conoscono ulteriori dettagli sul progetto ed è prematuro parlare di tempi, ma non è escluso che il nuovo anno possa portare novità piacevoli. Sarebbe un tassello importante anche nell’ottica del rilancio dell’Università di Monteponi, le cui sorti sembravano segnate per sempre. Al momento, infatti, nella palazzina Bellavista sono presenti soltanto gli studenti del terzo e ultimo anno in Scienza dei materiali, corso trasferito due anni fa alla cittadella universitaria di Monserrato. Ancora prima Iglesias aveva perso Ingegneria ambientale e Informatica.
Intanto è confermato l’avvio del corso “e-learning” in Pubblica amministrazione, in via sperimentale già a partire da questo mese. Ciò vuol dire insegnamento a distanza e con l’ausilio della rete internet, che sarà possibile grazie a una convenzione stipulata con l’Università di Cagliari.

(fonte Unione Sarda)

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http://www.tuttonotebook.it/wp-content/uploads/2010/07/banda_larga.jpgLa Provincia promuoverà un’intesa fra tutti i Comuni del territorio perché si proceda con la realizzazione della rete di nuova generazione a banda ultralarga (MGM), finalizzata a consentire una velocità di connessione di 100 M Bit in modo coordinato e con caratteristiche omogenee.

Infatti, l’utilizzo delle tecnologie delle informazioni e delle comunicazioni rappresenta, per la comunità, un fondamentale elemento di sviluppo economico e sociale e alcune zone del Sulcis Iglesiente, per conformazioni geografiche e per dimensioni demografiche, risultano ancora prive di alcuni servizi essenziali.

“L’obiettivo – ha spiegato l’assessore provinciale alla Pianificazione territoriale, Guido Vacca – è quello di garantire a tutti i cittadini del territorio una velocità di connessione al passo con i tempi, attraverso la realizzazione di un impianto in correlazione alla posa della rete di distribuzione del metano, che ci può consentire di dotarci di un’infrastruttura con validità per i prossimi trent’anni”.

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http://www.occhioviterbese.it/occhioviterbese/images/stories/foto-persone/corsa_babbo-natale.jpgCarbonia si prepara ad accogliere ben 5000 persone vestite da Babbo Natale per le principali vie della città. Domenica prossima, 19 dicembre, nel capoluogo sulcitano ci sarà un grande evento, che potrebbe portare la cittadina ad entrare nel Guinness dei Primati. Infatti si tenterà di raggiungere e superare il record detenuto da Riccione, che lo ottenne nel dicembre 2009, con 4600 persone vestite da Babbo Natale.

Domenica Carbonia tenterà di battere quel record. Naturalmente possono partecipare tutti e a qualunque fascia d’età, l’importante è essere rigorosamente vestiti da Babbo Natale.
Un giudice del Guinness World Record sarà presente all’evento per valutare la riuscita del tentativo ed assegnare l’eventuale record.
Nel tracciato previsto per le strade del capoluogo saranno disposti dei gazebo/chioschi per rifocillare gli intraprendenti Babbi Natale.

Ci sarà la possibilità di andare sulle reti TV e radio nazionali, sarà così un evento che potrà dare un’immagine più colorata di Carbonia.
Per qualsiasi altra informazione potete visitare la pagina di Carbonia Eventi su Facebook.

Domenica dunque tutti a Carbonia vestiti da Babbo Natale…per entrare nel Guinness dei Primati !!!

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http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:8jE7yT20ojNXfM:http://www.carboniaiglesias.info/img/CI%5B1%5D.gif&t=1Come se non bastasse la crisi che la nostra provincia vive ormai da anni, nei giorni scorsi è arrivata un’altra notizia che non può certo farci piacere. Secondo quanto emerso da una indagine di Unioncamere la provincia di Carbonia-Iglesias è all’ultimo posto per quanto riguarda il Pil per abitante. In pratica, la nostra provincia ha ricchezza prodotta pro capite più bassa di tutta Italia, con soli 14.346 euro per abitante.

La media nazionale è di 25.263 euro per abitante. Le prime dieci province col reddito pro capite più elevato sono Milano, Bolzano, Bologna, Aosta, Roma, Modena, Bergamo, Mantova, Rimini, Forlì-Cesena, con valori che vanno dai 36.530 euro di Milano ai 30.724 di Forlì-Cesena. Nelle ultime dieci posizioni tutte province del Meridione: Brindisi, Foggia, Napoli, Trapani, Vibo Valentia, Enna, Caserta, Crotone, Agrigento e tristemente all’ultimo posto Carbonia-Iglesias appunto.

Notizie non certo positive anche per le altre province sarde: l’Ogliastra è al 96° posto (16.289 euro pro capite), il Medio Campidano al 88° posto (16.915), Oristano all’86° posto (17.490), Sassari al 78° posto (18.461), Nuoro al 75° posto (19.282), Cagliari al 69° posto (22.019). La provincia messa meglio è quella di Olbia-Tempio, al 63° posto con 23.240 euro pro capite, che si colloca anche al primo posto tra le province del Meridione.

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http://www.unionesarda.it/foto/ArticoloSezione/302086.jpgLa situazione della sanità nella nostra Provincia non è certamente mai stata delle migliori. Ospedali in situazioni precarie, lunghe file d’attesa di mesi e mesi per prenotare una semplice visita, tagli nel settore e tanti pazienti scontenti. Con un deficit di ben 22 milioni di euro.

Ultimamente però sembrerebbe che questo stato di cose sia ulteriormente peggiorato.

Le condizioni degli ospedali non sono buone. Anche il programma “Striscia la notizia” ha mostrato recentemente il  pessimo stato in cui si trova l’ospedale “Sirai” di Carbonia. Una situazione che rischia di aggravarsi ancora, ma alla quale gli amministratori del territorio stanno cercando di porre un rimedio.

Segnali forti sono infatti arrivati agli inizi di novembre da parte dei sindaci dei comuni del territorio, i quali hanno bocciato il piano sanitario triennale presentato dalla Asl 7 durante la Conferenza sociosanitaria (quattordici i sindaci presenti in quell’occasione, sette hanno respinto il piano, sei si sono astenuti).

Contro il piano sanitario si era schierato anche il presidente della Provincia, Salvatore Cherchi “Il piano non affronta i problemi di fondo della sanità locale come le lunghe liste di attesa, il ricorso dei pazienti del Sulcis alle prestazioni di altre Asl e propone una razionalizzazione dei servizi basata sui tagli”. Queste le parole di denuncia del presidente dell’amministrazione provinciale.

Come se non bastasse, proprio in occasione della presentazione del piano sanitario, è venuta fuori la decisione della chiusura del reparto Pediatria dell’ospedale “Sirai” di Carbonia entro il prossimo triennio per essere accorpato al reparto dell’ospedale “Santa Barbara” a Iglesias. Una decisione che ha suscitato molte critiche. Nonostante il parere negativo dei sindaci del territorio, il piano sanitario (insieme alla proposta di bilancio 2011) è stato inviato dal commissario straordinario della Asl, Maurizio Calamida, alla Regione per l’approvazione.

A questo punto la decisione spetterà dunque alla Regione che dovrà esprimersi entro il 31 dicembre 2010 sia sul bilancio preventivo (il deficit dovrebbe ridursi a 20,5 milioni di euro) che sul piano e quindi sulle proposte di riorganizzazione dei vari servizi sanitari della Provincia.

Ma gli amministratori del Sulcis Iglesiente non ci stanno e vogliono cercare di evitare che il piano possa essere approvato dalla Regione. Proprio nei giorni scorsi il consigliere regionale e sindaco di Gonnesa, Pietro Cocco, ha presentato un’interpellanza indirizzata al Presidente della Regione Sardegna e all’Assessore alla Sanità con la quale ha sottolineato proprio le criticità della situazione sanitaria del nostro territorio.

“Siamo in presenza di una azione di smantellamento della sanità nel Sulcis-Iglesiente ad opera del Commissario Straordinario della Asl 7 che, noncurante del parere contrario della Conferenza sociosanitaria provinciale, ha adottato una proposta di razionalizzazione dei servizi sanitari che non si riesce a capire se sia frutto di una cosciente irresponsabilità o di un incosciente fantasioso protagonismo. Purtroppo la proposta di razionalizzazione del Commissario ci costringe – ha detto Cocco – ad evidenziarne le assurdità e a mobilitarci affinché vengano scongiurate le nefaste conseguenze di questo provvedimento preso in assoluta e negligente solitudine, senza un confronto sulle carenze del territorio, senza il coinvolgimento delle istituzioni locali anzi incrinando i rapporti con i rappresentanti dei Comuni, della Provincia dei Sindacati e delle Associazioni”.

Cocco si oppone anche all’accorpamento dei reparti e al ridimensionamento generale che si vuole operare nella sanità del territorio: “Una proposta che accorpa o ridimensiona reparti dei Presidi ospedalieri di Iglesias e di Carbonia in assenza di un Piano di riorganizzazione, costringe i pazienti ad una insostenibile mobilità verso altre Asl per esami ed erogazioni, causa una fuga dei medici con alta professionalità verso altri presidi ospedalieri, prospetta la realizzazione di un nuovo ospedale senza la produzione di uno studio di fattibilità, non può che essere rigettata con decisione. Per questo – conclude Cocco – nell’interpellanza chiediamo al Presidente della Regione di adottare quei provvedimenti che superino, senza indugio, l’attuale gestione commissariale straordinaria e riportino a normalità la gestione aziendale della Asl 7 in un corretto rapporto con le istituzioni locali e nell’interesse esclusivo di una efficace riorganizzazione della sanità in quel territorio”.

Dopo questa forte presa di posizione del sindaco di Gonnesa, un’altra azione importante è stata portata avanti dai sindaci che si sono recati nei giorni scorsi presso l’Assessorato regionale della Sanità a Cagliari per chiedere la rimozione immediata del commissario straordinario della Asl di Carbonia, Maurizio Calamida. I sindaci chiedono di essere ascoltati e, soprattutto, che siano ascoltati i problemi della sanità di un territorio che già deve affrontare una forte crisi occupazionale e al quale non possono essere chiesti ulteriori sacrifici anche in un contesto così delicato e importante come quello sanitario.

Nel frattempo chi deve pagare i conti più salati sono naturalmente i cittadini del territorio, costretti a fare i conti con la malasanità e con una situazione che diventa sempre giorno dopo giorno sempre più precaria.

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Ora il suo sogno è vedere i suoi bikini indossati dalle ragazze di tutto il mondo. In attesa che le aziende produttrici avanzino proposte concrete, Francesca De Blasi, 22enne di Carbonia, è già sulla buona strada: è una delle vincitrice del concorso internazionale “The Link”.

http://www.unionesarda.it/foto/ArticoloSezione/308320.jpgFrancesca De Blasi, con i suoi bikini e trikini ispirati, neppure a dirlo, al mare e al sole di Sardegna e alla lavorazione del bisso, il filamento che secerne il mollusco pinna nobilis , ha sbaragliato un centinaio di agguerriti concorrenti provenienti da tutta l’Europa e incontratisi due settimane fa a Cannes per la finale del concorso.

La giuria è rimasta incantata dai suoi costumi da bagno che compongono una collezione intitolata Luxi de mari a mesudì (Luce del mare a mezzogiorno): colori pastello che evocano le sfumature della sabbia sono impreziositi con Swarovski, cinque tipi diversi di cristalli, dalle molteplici tonalità che sembrano goccioline d’acqua luccicanti. Al concorso ha preso parte proponendo due bikini, un trikini (un modello che prevede il collegamento fra gli slip e il reggiseno) e un costume intero. Ora il suo sogno è fondare un marchio tutto suo.

«Sto per finire il corso di laurea al Politecnico – racconta – e anche grazie a questo risultato la moda sarà il mio futuro: magari acquisendo esperienza presso qualche azienda, prima o poi riuscirò a creare un brand tutto mio progettando collezioni dall’idea fino alla realizzazione». La giovane creatrice ha mosso i primi passi quando non aveva neppure tredici anni: «Ho imparato da bambina nella casa dei miei genitori, a Cortoghiana, a cucire i costumi da ballo: forse è in quei momenti che è scattata in me la passione». Per il momento Francesca De Blasi si gode la gloria di una competizione internazionale vinta, i mille euro di premio e i primi contatti con alcune case di moda italiane che sembrerebbero interessate a sviluppare le sue creazioni.

In estate le sue creazioni sfileranno a Firenze nel corso di una manifestazione internazionale ed alcuni giornali russi specializzati in moda si sono fatti avanti per raccontare la sua esperienza e metterla in contatto con case produttrici.

(ANDREA SCANO, fonte Unione Sarda)

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http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/hs1319.snc4/161899_127005280693358_7153927_n.jpgIl Premio “La Torre” nasce da un’idea di Giuseppe Marcello che, forte dell’esperienza maturata in commissione edilizia al comune di Iglesias e di quella come socio del Comitato Quartiere Castello di Iglesias decide di istituire tale premiazione per valorizzare chi, con lavori di restauro e conservazione, rende vita e lustro agli edifici del centro storio di Iglesias. E’ così che nel 1999 nasce la prima edizione del premio, organizzata con il Comitato Quartiere Castello, patrocinata dal comune di Iglesias e con la supervisione dell’Associazione Periti Industriali della Sardegna.

REGOLAMENTO:
Il premio La Torre sarà consegnato al proprietario di edifico in centro storico (quartiere di Fontana, Di Mezzo, Santa Chiara, Castello) che abbia provveduto al restauro di esso, in particolare della facciata, rispettando larchitettonica storica: ricostruendo i cornicioni, marcapiani, cornici di contorno alla finestre, balconi in stile in ferro battuto o in muratura, rifacimento del tetto in coppi e la sistemazione delle pompe di calore, in modo che non deturpino la facciata.
Non sonno ammessi istallazioni di finestre e portoni in alluminio anodizzato, ne tapparelle.
Dove per ragioni particolari vi siano installate serrande basculanti, esse dovranno, almeno esternamente, essere foderate in legno.
Il premio sarà consegnato al miglior restauro o alla costruzione, anche se nuova, ma che abbia rispettato i criteri di costruzione in stile, eseguito nel corso dellanno e cosi via negli anni successivi.

LA PROSSIMA PREMIAZIONE RELATIVA AL 2010 SI TERRA’ SABATO 11 DICEMBRE ALLE ORE 10.30 PRESSO LA SALA LEPORI, IN VIA ISONZO A IGLESIAS

INFO:
www.premiolatorre.com
premiolatorre@hotmail.it

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http://photos-e.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs1183.snc4/150524_10150105048984050_538159049_7592088_3405679_a.jpgIn un immaginario e quasi post apocalittico 2019, la lunga crisi economica e la perdita di valori ha ridotto l’intera Europa in miseria. Scoppiano dappertutto numerosi focolai di rivolta e in Italia, dopo la morte del Presidente della Repubblica Berlusconi, l’assenza di figure politiche in grado di gestire la già delicata situazione nazionale fa precipitare l’intero Stato in una guerra civile. In Sardegna gruppi di disertori militari si uniscono a gruppi di civili stanchi di vedere ancora una volta la loro terra derubata e violentata dai soliti padroni forestieri arricchitisi a discapito del territorio. Viene così organizzato un golpe per ottenere l’indipendenza dell’Isola e vendicare lo sfruttamento ed il sangue versato sul lavoro dai loro padri. Questa, a grandi linee, è la trama de La Terra dei Padri, una sorta di trailer cinematografico allungato che, nei progetti di Joe Bastardi, nome d’arte del giovane regista sardo Giovanni Piras, anticipa la realizzazione del vero e proprio film, un “Sardinian Western” del XXI secolo dove i pellerossa in questo caso sono i Sardi che difendono la loro terra e la loro identità. Per adesso esistono solamente la sceneggiatura, scritta a quattro mani con l’amico Alberto Diana, ed il promo per l’ imminente presentazione del progetto, entro qualche settimana, a Cagliari, Iglesias, Carbonia e in tutti i comuni del Sulcis–Iglesiente. L’idea è quella di coinvolgere proprio i Comuni e i privati cittadini in una sorta di mega colletta che consenta a questi giovani ragazzi di raggiungere la cifra necessaria alla realizzazione del film. Il giovane regista originario di Fluminimaggiore, classe 1987, già noto per il suo precedente cortometraggio Amentia, dopo gli studi superiori al Liceo Scientifico “Asproni” di Iglesias, ha coltivato la sua passione per la cinematografia trasferendosi a Bologna dove si è diplomato in Regia e produzione video all’Accademia Nazionale di Arti cinematografiche. In seguito è tornato nella sua Sardegna anche se sottolinea che purtroppo, nell’ambito del cinema sardo, tuttora non si dà la possibilità ai giovani di emergere. I riflettori sono puntati sempre e solo sulle uniche glorie isolane della generazione precedente come Pau, Mereu e Cabiddu mentre i giovani fanno fatica perché non c’è ancora una vera e propria cultura cinematografica. Eppure gli scenari da favola e le maestranze non mancano affatto ma tutto rimane purtroppo un grande potenziale ancora inespresso.

Le riprese del trailer sono state effettuate durante l’estate scorsa e come location del promo sono stati usati i meravigliosi set naturali delle miniere di Monteponi e Campo Pisano di Iglesias. La Film Commission Regionale li ha aiutati ad ottenere tutti i permessi necessari per le riprese. Per la loro realizzazione tutto il personale coinvolto ha partecipato a titolo gratuito durante tutti i ciak e le fasi di montaggio delle scene. Gli attori protagonisti, tra i 15 e i 30 anni, sono quasi tutti sardi e provenienti dal Sulcis. Come Emilio Puggioni, un attore di Buggerru, che ha interpretato una pellicola negli Usa e si sta affacciando con piccole parti anche sul panorama cinematografico nazionale. Tra gli altri, da segnalare anche l’importante presenza di Coco Leonardi, noto attore argentino, molto conosciuto nel Sulcis per alcuni corsi di recitazione teatrale da lui tenuti.

Forte della tecnica acquisita all’Università di Bologna, il talentuoso Joe Bastardi propone un prodotto di buona fattura che farà sicuramente discutere per i suoi contenuti forti e provocatori. Su Facebook il trailer de La Terra dei Padri sta spopolando e ha già scatenato l’interesse di tantissimi fan, isolani e non. É stata aperta una pagina apposita nella quale vengono pubblicati periodicamente, per i curiosi, post e filmati relativi al backstage e ad alcune scene di anteprima. La giovane promessa del futuro cinema nostrano invita seriamente a riflettere con la sua storia sul grande valore che il nostro territorio possiede e sulla necessità di investire realmente sui giovani. Fino ad oggi, dice Joe, in quanto sardi ci siamo accontentati di quelle imprese che arrivavano da fuori ad aprire qui industrie ed attività per poi chiudere tutto e scappare via con i soldi dei finanziamenti, lasciando dietro di sé solo polvere e disoccupazione. In verità ciò che serve oggi è promuovere il prodotto sardo perché ha tutte le carte in regola per diventare un grande volano sia per l’economia che per la cultura in generale.

Enrico Scano

http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs968.snc4/76156_10150105048814050_538159049_7592084_2502713_n.jpg http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash2/hs581.ash2/150355_10150105050804050_538159049_7592136_1705902_n.jpg

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Tra le mosse il recupero e la messa in rete di numerosi siti e luoghi minerari

Tra i progetti che l’Stl Sulcis Iglesiente intende sviluppare nel corso dei prossimi tre anni vi è l’ingresso nel circuito della “Rotta dei Fenici”, itinerario della “interculturalità mediterranea” riconosciuto dal Consiglio d’Europa che, attraversando 18 Paesi del Mediterraneo e oltre 80 città di origine e cultura fenicio-punica in tre diversi continenti, porta alla scoperta di siti archeologici, etno-antropologici naturali e permette lo scambio culturale tra i popoli e i paesi del Mediterraneo.

Tra i progetti c’è anche il recupero e la messa in rete di numerosi siti e luoghi minerari, dai porti turistici realizzati nel periodo minerario per lo sbarco e l’imbarco del minerale distribuiti lungo la costa del Sulcis Iglesiente, alle chiesette minerarie che potrebbero entrare a far parte di itinerari a carattere religioso fino alla realizzazione di piste e percorsi ciclabili laddove passano le antiche ferrovie minerarie che si intersecano in tutto il territorio del Sulcis Iglesiente. Non ultimo il complesso progetto di realizzazione della nuova cartellonistica turistica su tutto il territorio provinciale, per connotare e rendere più accessibili e fruibili tutte le attrattive turistiche della Provincia. La Provincia di Carbonia Iglesias e l’Stl Sulcis Iglesiente hanno previsto tre serate nelle città di Torino, Milano e Roma durante le quali, grazie anche alla collaborazione delle cantine vitivinicole che fanno parte della Strada del Carignano del Sulcis e della Camera di Commercio, si intende promuovere la destinazione attraverso la tradizione enogastronomica.   (fonte GuidaViaggi.it)

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Quando il parco eolico sarà a regime – 39 aerogeneratori da 2,3 megawatt – l’ambiente potrà giovarsi della mancata immissione nell’atmosfera di ben 144 mila tonnellate annue di Co2. A realizzarlo sarà l’Enel Green Power Portoscuso, che ha appena ottenuto dalla Regione Sardegna il via libera all’investimento da 134 milioni di euro che consentirà la realizzazione dell’impianto che a regime sarà in grado di produrre 197 giga watt di energia elettrica. Ad annunciarlo con soddisfazione è l’Assessore all’Industria, Oscar Cherchi: “E’ il primo importante mattone – ha sottolineato – nella ricostruzione dell’economia di una zona fortemente provata dagli effetti delle crisi”.

CAGLIARI – L’Assessorato all’Industria ha completato l’iter autorizzativo a seguito della Conferenza dei Servizi del 9 luglio scorso recependo, unitamente al giudizio positivo di compatibilità ambientale del 27 novembre 2009, i pareri e i nulla osta di tutti gli enti coinvolti. Attraverso un Accordo di Programma sottoscritto con il Comune di Portoscuso, Enel Green Power si è impegnata a corrispondere compensazioni ambientali nell’ambito di un programma di sviluppo delle fonti rinnovabili sul territorio comunale. Tra le varie iniziative è in programma anche la realizzazione di un elemento architettonico denominato “porta del parco”, struttura che avrà l’ obiettivo di valorizzare l’area dal punto di vista ambientale, paesaggistico e culturale. L’impianto eolico ricade nel Sito di Interesse Nazionale Sulcis Iglesiente Guspinese, per cui è stato necessario ottenere dal Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, l’autorizzazione all’utilizzo delle aree interessate con le specifiche modalità di intervento sul territorio.   (fonte Sardegna Oggi News)

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Qualcuno la chiama il “colosseo” dell’archeologia mineraria sarda. La laveria Lamarmora, a Nebida (Iglesias), con i suoi archi e le colonne che si affacciano sul mare, effettivamente ha tutta l’aria di un monumento antichissimo. Costruita alla fine dell’800, a strapiombo sul mare, l’ex laveria è il simbolo dell’epoca d’oro dell’estrazione mineraria. Nei giorni scorsi, una parete del deposito, che si trova a pochi metri dal mare, è crollata

NEBIDA. Un’onda anomala sostenuta dallo scirocco e la parete ovest della laveria Lamarmora di Nebida ha ceduto di schianto. La struttura mineraria risale al 1897.

L’imponente complesso minerario, costruito dalla Società Anonima di Nebida e ora riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, si sta sbriciolando sotto i colpi delle tremende bordate delle onde del Golfo del Leone e dietro l’incuria che la Regione sta riservando ai siti minerari dismessi. Ieri mattina un cercatore di funghi ha dato l’allarme quando ha notato che una delle sei arcate del magazzino era stata spazzata via dai marosi.

FOTO Le immagini del disastro a Nebida

Un crollo annunciato, perché dal 1989, dopo l’intervento di consolidamento affrontato con la consulenza della soprintendenza ai Beni archeologici di Cagliari ed Oristano, su quei muri macchiati di benda, cerusite e pirite, non è passata più la mano dell’uomo a opporsi ai danni del tempo. Così, giorno dopo giorno le crepe sui muri diventano sempre più ampie, cedono i solai, scompaiono corrose dalla ruggine le tramogge in ferro dei silos e continuano a inclinarsi i fumaioli dei forni di arrostimento dei minerali.

Gli edifici stanno crollando. Una settimana fa – lo attestano numerose fotografie – la struttura era ancora in grado di reggere alle intemperie, ma ieri mattina, quel crollo nella parte bassa ha lanciato l’ennesimo segnale di allarme alle istituzioni. Potrebbe bastare una raffica di vento per completare l’opera devastatrice.

I segni del tempo e l’incuria dell’uomo, agendo in contemporanea, stanno minando la resistenza di quei muri costruiti dai minatori alla fine dell’Ottocento. La laveria Lamarmora si sta sfaldando per lo stesso degrado che ha portato al crollo della ciminiera di Fontanamare. A Nebida però le ciminiere sono gemelle, poste in simmetria sopra i forni di cottura delle calamine e delle blende. Crolla tutto e dovunque. Anche all’interno del complesso a strapiombo sulla costa i cedimenti dei solai stanno contribuendo a indebolire la resistenza dei muri portanti e degli archi con vista a mare.

I cumuli di mattoni, di pietre e la ghiaia provenienti dalle discariche minerarie sovrastanti stanno prendendo il posto dei lastroni di trachite dei pavimenti che ornano la laveria. L’ultimo minatore che ha operato in quell’impianto sul mare ha timbrato il cartellino negli anni Trenta del secolo scorso e da allora l’intero complesso è stato consegnato ai vandali e a svariate intemperie.

Con il passare degli anni sono evidenti i segni del mancato interesse del uomo e delle istituzioni. Davanti al magazzino dei minerali era presente un porticciolo adatto all’attracco delle bilancelle, quelle barche a vela che i galanzieri (gli operai che caricavano la galena che allora si chiamava «galanza») caricavano di minerali da trasportare a Carloforte dove esisteva una struttura per il provvisorio immagazzinamento delle blende e della cerusite. Ora sono visibili solo le tracce: di un porto bomboniera rimangono le fondamenta.

«Qui – spiega Giampiero Pinna, presidente dell’associazione Pozzo Sella – erano previsti interventi di restauro per 1,5 milioni, ma non sappiamo che fine abbiamo fatto quelle risorse. Questo complesso è il Colosseo delle miniere e lo stiamo perdendo. Se non vogliamo assistere alla distruzione totale del nostro patrimonio, occorre che la Regione intervenga subito e con competenza».

(di Erminio Ariu – fonte LA NUOVA SARDEGNA)


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Bonifiche: Prestigiacomo,ok a 200 progetti

Il ministro dell’Ambiente traccia il bilancio 2009-2010

In Italia sono 57 i siti di interesse nazionale, aree altamente inquinate sottoposte a bonifica da parte del ministero dell’Ambiente. In tutto circa 700 mila ettari pari al 3% del territorio nazionale che coinvolgono 3.000 soggetti privati. Tra il 2009 e il 2010 sono state 140 le conferenze di servizio e approvati 200 progetti definitivi di bonifica di cui 60 nell’ultimo anno. Questo il bilancio del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, nel corso dell’audizione odierna in Commissione Ambiente della Camera in cui ha fatto un excursus su diversi temi ambientali, dalle bonifiche, appunto, ai rifiuti, all’acqua alla biodiversita’. In particolare per le bonifiche, Prestigiacomo ha sottolineato che l’Italia ”non e’ all’anno zero senza sottovalutare quello che ancora resta da fare”. All’attivo la caratterizzazione dell’80% delle aree a terra dei Sin, interventi di messa in sicurezza d’emergenza per circa il 60% delle aree a terra dei Sin e l’approvazione di progetti di bonifica dei suoli e delle acque di falda per il 40%.

Bonifiche avanzate riguardano, oltre Porto Marghera (Veneto), ha sottolineato Prestigiacomo, Cengio per l’ex-Acna (Liguria), Manfredonia (Puglia), Pioltello-Rodano (Lombardia). Undici, inoltre, gli accordi di programma per 71 milioni di euro. Nello stanziamento complessivo rientra anche il bacino del Sulcis di cui si e’ parlato di recente per il fanghi rossi. ”Bacino oggetto della massima attenzione da parte del ministero”, ha detto Prestigiacomo. Altri 86 milioni sono stati stanziati per le bonifiche di Pioltello Rodano (25 milioni di euro), Manfredonia (10 milioni), Taranto (4 milioni), Litorale Domizio Flegreo ed Agro Aversano (Giuliano e laghetti di Castel Volturno – 47 milioni di Euro). E’ in corso di predisposizione infine un Accordo di Programma per il risanamento ambientale delle aree del Sin di Crotone per il quale il ministero dell’ambiente ha previsto lo stanziamento di circa 10 milioni di euro. Nel capitolo transazioni sono state 15 per 110 milioni di euro.

(fonte ANSA)


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120x300 concorsoDopo una prima gara d’appalto che è andata deserta, il Comune di San Giovanni Suergiu ci riprova. Sta infatti per essere indetta una seconda gara d’appalto per l’ex centrale termoelettrica di Santa Caterina (nella foto in basso), che per la seconda volta viene dunque messa all’asta nella speranza che finalmente qualcuno possa aggiudicarsi l’appalto per la riconversione a fini turistici della vecchia struttura che dopo settant’anni ancora fa bella mostra di sé nella grande laguna di Sant’Antioco.

La speranza del Comune di San Giovanni è che stavolta si riesca ad assegnare la centrale dismessa. Cosa che non è riuscita, come detto, con la prima asta, circa un anno fa. Il nuovo bando internazionale per l’affidamento dell’immobile, che è pronto ad essere lanciato, non presenta grosse differenze rispetto al precedente; l’unica variazione è rappresentata dalla cauzione da versare anticipatamente. Il Comune ha infatti deciso di concedere uno “sconto”, scendendo dal milione e 200 mila euro del primo bando a 750 mila euro, in modo da rendere l’acquisizione dell’ex centrale più appetibile per gli eventuali competitors che vorranno partecipare al bando.

All’asta ci sono ben 12 mila metri quadrati di strutture: oltre al complesso della centrale ci sono infatti i laboratori, i depositi, le palazzine della dirigenza, gli alloggi degli operai ed altre zone vicine. La base d’asta rimane comunque identica, con i due milioni e mezzo fissati nel primo bando che non variano. Anche se pare che il fatto che la prima asta fosse andata deserta sia dovuto proprio a questo prezzo decisamente alto, che non renderebbe l’operazione molto proficua per gli eventuali investitori. Anche perché gli investimenti necessari per ridare vita a tutto il complesso non sarebbero certo di poco conto, si parla di circa 30 milioni di euro per la riconversione a fini turistico – ricettivi. Senza contare che si parla di un “bene identitario” della Regione Sardegna, quindi in caso di recupero ci sarebbero anche dei limiti imposti dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici. Tutti ostacoli che sembrano allontanare gli investitori.

Il Comune, con in testa il sindaco Enrico Piras, pur sapendo della difficoltà di un’operazione del genere a causa di numerosi vincoli, spera che comunque stavolta le cose vadano in modo differente e che qualcuno si presenti per realizzare finalmente quel sogno che è nel cassetto del piccolo centro sulcitano ormai da decenni. La vecchia centrale di Santa Caterina, realizzata alla fine degli anni trenta, è infatti da tempo al centro di eventuali progetti di recupero e riconversione a fini turistici, soprattutto per la sua posizione chiave nella laguna antiochense, proprio sul mare.

Così per questo complesso industriale oramai dismesso da tempo si è parlato di tante possibili destinazioni. C’è chi ha parlato della conversione in un grande hotel con centro benessere per il trattamento con fanghi e alghe marine. Si è vociferato della realizzazione di un centro sportivo con campi da golf nelle campagne circostanti (con un porticciolo per la nautica da diporto). Senza dimenticare la proposta della trasformazione dell’ex centrale in un grande centro commerciale.

Le idee quindi non mancano, ma passare come spesso succede per il nostro territorio passare dalle proposte ai fatti concreti pare sia un ostacolo insormontabile. Così finora è stato anche per la vecchia centrale di Santa Caterina.

Rimane comunque la speranza che questa volta le cose vadano diversamente e finalmente qualcuno bussi alla porta del Comune di San Giovanni Suergiu con intenzioni serie e con la volontà (oltre che i giusti fondi economici) di rilanciare la vecchia centrale termoelettrica, sarebbe davvero come vincere alla lotteria per tutto il territorio.

In caso contrario dovremo continuare ad “ammirare” questo vecchio palazzone abbandonato ogni volta che passiamo davanti alla laguna di Sant’Antioco.

ex centrale san giovani suergiu

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