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Tre localita’ della Sardegna sono state ufficialmente riconosciute come destinazioni turistiche europee d’eccellenza dal concorso comunitario del progetto “Eden”. La nostra Isola e’ stata la principale protagonista a Roma in occasione dell’assegnazione dei premi di questo concorso giunto alla quinta edizione, incentrato per l’anno 2011 sul tema “Turismo e riconversione dei siti”. Volete sapere quali sono le tre bellissime località sarde che hanno vinto? Scopritelo subito…

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settimana santa iglesiasDurante la Settimana Santa, nella cittadina del Sulcis l’atmosfera, la cultura e l’influenza spagnola sono ancor più evidenti grazie a riti risalenti alla fine del Seicento. Gli appartenenti alle Arciconfraternite del Santo Monte, della Vergine e della Pietà indossano un abito bianco ornato di fiocchi neri. I confratelli, chiamati “Germani”, devono il loro nome ad un adattamento dello spagnolo “Hermanos” e sfilano in processione in rigoroso ordine di anzianità, con il cappuccio, sa visiera, che copre loro il viso.

L’insieme di manifestazioni ha inizio il Martedì con la processione dei Misteri: sette simulacri, simbolo della Passione del Cristo, vengono trasportati in processione per le vie cittadine. Una portantina addobbata di fiori e fronde di ulivo incede per le strade della città, simboleggiando l’orto del Getsèmani, luogo in cui Gesù si raccolse in preghiera poco prima di essere catturato. Seguono le statue raffiguranti Gesù Cristo imprigionato, flagellato, coronato di spine, in cammino verso il Calvario, crocefisso, e infine il simulacro della Madonna Addolorata.

Subito dopo il tramonto, il Giovedì, il simulacro della Madonna Addolorata viene trasportato in sette chiese dove viene allestito il Sepolcro. Il Venerdì sera si snoda poi la solenne processione che rievoca il funerale di Gesù Cristo: Cristo è raffigurato senza vita in un simulacro in legno del XVII secolo. Le donne ammesse alla partecipazione, appartenenti all’Associazione del Santissimo, indossano tuniche nere. Gli uomini, “Germani” della Confraternita del Santo Monte, sono abbigliati con una lunga tunica bianca e voluminosi cappucci. Nel corteo del funerale sono presenti anche is Baballotis, bambini e adulti vestiti con abiti bianchi. Due bambini vestiti con abiti di foggia orientale interpretano i personaggi evangelici di San Giovanni e la Maddalena, mentre Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo sono rappresentati da due varonis, che portano martello e tenaglie.

Il giorno di Pasqua si tiene la processione de S’Incontru: dalla Chiesa di San Francesco prende il via la processione con il Cristo Risorto mentre dalla Chiesa di San Giuseppe parte la processione con il simulacro della Madonna. Le due processioni si incontreranno nella centrale piazza Sella dove le due statue si inchineranno per tre volte l’una di fronte all’altra in segno di saluto tra la folla festante per la risurrezione di Cristo.

La Settimana Santa si conclude il martedì dopo la Pasqua con la piccola processione de S’Inserru durante la quale i simulacri con altri tre inchini si salutano e ognuno fa ritorno alla Chiesa di provenienza.

Programma delle celebrazioni

19 aprile 2011 ore 19
Martedì Santo: Processione dei Sette Misteri dalla Chiesa di San Michele

20 aprile 2011 ore 18.30
Mercoledì Santo: Santa messa nella Chiesa di San Michele

21 aprile 2011 ore 20
Giovedì Santo: Visita alle sette Chiese e Processione dell’Addolorata dalla Chiesa di San Michele

22 aprile 2011
Venerdì Santo
ore 9 Processione del Monte dalla Chiesa di San Michele
ore 20 Processione del Descenso dalla Chiesa di San Michele

24 aprile 2011 ore 9.30
Domenica di Pasqua: Processione de S’Incontru

26 aprile 2010 ore 18.30
Processione de S’Inserru dalla Chiesa Della Purissima

Il paese di Iglesias

Contatti
Comune di Iglesias piazza Municipio 1, Iglesias
tel. +39 0781 2741
info@comune.iglesias.ca.it
www.comune.iglesias.ca.it


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http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/hs726.ash1/162076_179632282066728_548066_n.jpgL’associazione Lovebridges Onlus è lieta di invitarvi alla Mostra ‘Africa di maschere e segreti’ – Riti e Società Segrete della Sierra Leone attraverso i manufatti originali di una mostra unica. La mostra è aperta presso il Chiostro di San Francesco, in via Crispi a Iglesias e potrà essere visitata fino a domenica 30 gennaio 2011.

Scopo della mostra è quello di sostenere i progetti di cooperazione a sostegno della popolazione della Sierra Leone, stremata dalla guerra civile. L’evento, oltre il far conoscere i riti tradizionali della comunità africana, ha l’intento di sensibilizzare i partecipanti, attraverso il confronto e il dialogo interculturale, per la raccolta di idee, progetti, fondi atti ad innescare un processo di sviluppo economico, sociale e culturale.

Maschere e nomoli stones, accompagnati da pannelli didattici e didascalie, vi condurranno tra i riti e i misteri delle Società Segrete.

Alla mostra troverete anche il libro e il calendario 2011 di Opotho!

Per conoscere i progetti di solidarietà partati avanti da Lovebridges:
www.associazionelovebridges.org/
www.opotho.it/
Facebook: OPOTHO
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http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/hs843.snc4/71077_105317362875303_6646008_n.jpgDue giornate dedicate alla riflessione sul tema della morte attraverso poesia, arte, cinema, letture: è il programma di IL CORPO SOTTRATTO, evento ideato dall’associazione culturale VOX2000 oggi alla sua sesta edizione.

Il primo appuntamento è VENERDì 26 novembre, dalle 17.30 nella Sala Lepori per un convegno dal titolo “I LINGUAGGI DELL’ARTE NEI RITUALI FUNEBRI E NELLE VISIONI SIMBOLICHE: DISCORSI, CANTI E IMMAGINI INTORNO AL TEMA DELLA MORTE”. Interverranno l’etnomusicologo Ignazio Macchiarella, l’artista Josephine Sassu, l’attrice e cantante Clara Murtas a raccontare parole, musica, arti visive nelle tradizioni funerarie della Sardegna. Verrà proiettato inoltre “Deu ci sia”, cortometraggio realizzato da Ophir Production che ha ricevuto il riconoscimento dal Ministero dei Beni Culturali ed è stato proclamato vincitore nell’ultima edizione del Capalbio Film Festival. Il corto, proiettato di recente in diversi festival internazionali di cinema, racconta di una Sardegna di fine Ottocento dove emerge oscura e silenziosa la femina aggabadora, figura leggendaria della tradizione che abbreviava le sofferenze ai moribondi. Alla proiezione sarà presente il regista, Gianluigi Tarditi.

Il secondo appuntamento, DOMENICA 28 novembre, vedrà come suggestivo palcoscenico il Cimitero Monumentale di Iglesias, per un evento che coinvolgerà artisti, cantanti, musicisti, giovani studenti: “ALL’OMBRA DI UN CIPRESSO” è il titolo della performance che mira a riscoprire gli spazi della morte, che nella tradizione cristiana sono simbolo di sofferenza e lacrime, e riviverli invece come luoghi vitali di silenzio e serenità. L’evento, per la regia di Maurizio Saiu, guiderà il pubblico alla visita del Cimitero Monumentale, ricco di storie e memoria cittadina, attraverso il canto, la musica e la danza.

L’evento è realizzato con il contributo di Regione Autonoma della Sardegna e Comune di Iglesias

Regia a cura di MAURIZIO SAIU
Interventi di: Clara Murtas, Gianluca Belfiori Doro, Silvia Corda, Fatima Dakik, Sabrina Carta, Alessandra Giura Longo, Josephine Sassu, Enrica Spada e i giovani danzatori della compagnia menosedicidanza, Enrico Zara, Luisa Deledda, Carlo Antonio Borghi, gli artisti della GiuseppeFrau Gallery, gli studenti del liceo artistico di Iglesias.

Info: voxduemila@libero.it ; 320 3665891

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http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs463.snc3/25452_104151436294387_100000985944797_34412_4926904_n.jpgLa Sardegna non è solo estate. La Sardegna è un’isola bella tutto l’anno, ricca di luoghi, itinerari e profumi che nelle altre stagioni restano meravigliosi e unici. E anche il Sulcis Iglesiente è un universo da scoprire tutto l’anno, fatto di tanti posti da scoprire, tante cose da vedere,  tanti eventi e un’atmosfera che anche nel periodo delle feste di fine anno regala emozioni e momenti indimenticabili.

Perchè allora non passare le feste natalizie e il Capodanno nel Sulcis Iglesiente?

Un modo differente per visitare il sud ovest della Sardegna in un periodo in cui il territorio si riveste di nuova vita e nuovi colori. Conoscere sapori e tradizioni di una delle terre più antiche d’Italia, vivere gli eventi di Capodanno e ammirare tutte le meraviglie di un mare unico al mondo.

Siete amanti del mare? Potrete passare una giornata diversa, accompagnata dai prodotti e dalla cucina tipica sarda, a base di pesce appena pescato e gustato direttamente a bordo di una bella motobarca, in compagnia degli amici della Pescaturismo Valentina…un vero acquaturismo con contorno di pesce fresco. Partendo dal porticciolo turistico “Solkimar” di Sant’Antioco, potrete fare il giro delle isole del meraviglioso arcipelago del Sulcis, una splendida escursione lungo le coste e le spiagge più suggestive della zona. A bordo dell’imbarcazione, dotata di comfort, troverete amicizia, atmosfera natalizia, divertimento e tanta allegria. Durante la preparazione del gustoso ed abbondante pranzo, potrete volendo anche farvi il bagno o pescare a “bolentino”, fornito sull’imbarcazione e assistere alla pesca. Una giornata davvero unica, che nel periodo di fine anno ha un fascino diverso e molto particolare e suggestivo.

Gli amici della Pescaturismo Valentina appartengono ad una rete di turismo eco-solidale che promuove l’ospitalità in famiglia, la valorizzazione dei prodotti biologici e dei manufatti artigianali dell’archeologia industriale.

E allora che aspettate? Terminate bene il 2010 e iniziate nel modo migliore il nuovo anno vivendo tante esperienze uniche in Sardegna. Prenotate subito le vostre vacanze di fine anno nel Sulcis Iglesiente e la vostra giornata con gli amici della Pescaturismo Valentina.

Pescaturismo Valentina

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Qualcuno la chiama il “colosseo” dell’archeologia mineraria sarda. La laveria Lamarmora, a Nebida (Iglesias), con i suoi archi e le colonne che si affacciano sul mare, effettivamente ha tutta l’aria di un monumento antichissimo. Costruita alla fine dell’800, a strapiombo sul mare, l’ex laveria è il simbolo dell’epoca d’oro dell’estrazione mineraria. Nei giorni scorsi, una parete del deposito, che si trova a pochi metri dal mare, è crollata

NEBIDA. Un’onda anomala sostenuta dallo scirocco e la parete ovest della laveria Lamarmora di Nebida ha ceduto di schianto. La struttura mineraria risale al 1897.

L’imponente complesso minerario, costruito dalla Società Anonima di Nebida e ora riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, si sta sbriciolando sotto i colpi delle tremende bordate delle onde del Golfo del Leone e dietro l’incuria che la Regione sta riservando ai siti minerari dismessi. Ieri mattina un cercatore di funghi ha dato l’allarme quando ha notato che una delle sei arcate del magazzino era stata spazzata via dai marosi.

FOTO Le immagini del disastro a Nebida

Un crollo annunciato, perché dal 1989, dopo l’intervento di consolidamento affrontato con la consulenza della soprintendenza ai Beni archeologici di Cagliari ed Oristano, su quei muri macchiati di benda, cerusite e pirite, non è passata più la mano dell’uomo a opporsi ai danni del tempo. Così, giorno dopo giorno le crepe sui muri diventano sempre più ampie, cedono i solai, scompaiono corrose dalla ruggine le tramogge in ferro dei silos e continuano a inclinarsi i fumaioli dei forni di arrostimento dei minerali.

Gli edifici stanno crollando. Una settimana fa – lo attestano numerose fotografie – la struttura era ancora in grado di reggere alle intemperie, ma ieri mattina, quel crollo nella parte bassa ha lanciato l’ennesimo segnale di allarme alle istituzioni. Potrebbe bastare una raffica di vento per completare l’opera devastatrice.

I segni del tempo e l’incuria dell’uomo, agendo in contemporanea, stanno minando la resistenza di quei muri costruiti dai minatori alla fine dell’Ottocento. La laveria Lamarmora si sta sfaldando per lo stesso degrado che ha portato al crollo della ciminiera di Fontanamare. A Nebida però le ciminiere sono gemelle, poste in simmetria sopra i forni di cottura delle calamine e delle blende. Crolla tutto e dovunque. Anche all’interno del complesso a strapiombo sulla costa i cedimenti dei solai stanno contribuendo a indebolire la resistenza dei muri portanti e degli archi con vista a mare.

I cumuli di mattoni, di pietre e la ghiaia provenienti dalle discariche minerarie sovrastanti stanno prendendo il posto dei lastroni di trachite dei pavimenti che ornano la laveria. L’ultimo minatore che ha operato in quell’impianto sul mare ha timbrato il cartellino negli anni Trenta del secolo scorso e da allora l’intero complesso è stato consegnato ai vandali e a svariate intemperie.

Con il passare degli anni sono evidenti i segni del mancato interesse del uomo e delle istituzioni. Davanti al magazzino dei minerali era presente un porticciolo adatto all’attracco delle bilancelle, quelle barche a vela che i galanzieri (gli operai che caricavano la galena che allora si chiamava «galanza») caricavano di minerali da trasportare a Carloforte dove esisteva una struttura per il provvisorio immagazzinamento delle blende e della cerusite. Ora sono visibili solo le tracce: di un porto bomboniera rimangono le fondamenta.

«Qui – spiega Giampiero Pinna, presidente dell’associazione Pozzo Sella – erano previsti interventi di restauro per 1,5 milioni, ma non sappiamo che fine abbiamo fatto quelle risorse. Questo complesso è il Colosseo delle miniere e lo stiamo perdendo. Se non vogliamo assistere alla distruzione totale del nostro patrimonio, occorre che la Regione intervenga subito e con competenza».

(di Erminio Ariu – fonte LA NUOVA SARDEGNA)


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IGLESIAS
Abitanti: 28.170 – Altitudine: 200 m slm – Superficie: 207,63 kmq

Evoca nel nome il gran numero di splendidi edifici di culto della città: dalla cattedrale di Santa Chiara del XIII sec., al gotico catalano della chiesa di San Francesco, alla gesuita chiesa del Colleggio in onore dell’Immacolata Concezione costruita sulle rovine dell’antico Palazzo Donoratico. Tra le più antiche, la chiesa di San Salvatore del XXI secolo prova l’esistenza di un insediamento precedente alla nascita di Villa di Chiesa. Al mondo minerario sono legate le più belle costruzioni cittadine di inizio Novecento: l’Istituto Minerario Asproni, sede del Museo dell’Arte Mineraria con le gallerie e la deliziosa palazzina liberty. Meritano una visita il Museo delle Macchine da miniera, l’Archivio Storico, la collezione archeologica PistisCorsi ed il Museo Etnografico. Il tratto costiero offre una varietà di spiagge ed insenature tra le quali Masua con il faraglione di Pan di Zucchero. Da non perdere, la visita a Porto Flavia, punto d’imbarco del minerale a strapiombo sul mare. Suggestivo il complesso del Marganai, con il giardino botanico della foresta Linasia. Gli appassionati di archeologia trovano il tempio punico di Genna Cantoni e le rovine del Castello di Salvaterra.


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Destinations: BUGGERRU

Its name is evocative of the large number of splendid religious buildings in the city: from the cathedral of Santa Chiara of the 13th century, to the Gothic Catalan church of San Francesco, to the Jesuit church of the Colleggio built in honour of the Immaculate Conception built over the ruins of the ancient Palazzo Donoratico. Amongst the most ancient, the church of San Salvatore dates back to the 10th century and proves the existence of a settlement which preceded the founding of Villa di Chiesa. The city’s most beautiful buildings of the early twentieth century are linked to the mining world: the Asproni Mining Institute, which is the headquarters of the Museum of Mining Art with galleries and the delightful art nouveau building. It is also worth visiting the Museum of Mining Machines, the Historic Archive, the PistisCorsi archaeological collection and Ethnographic Museum. The coast offers a variety of beaches and headlands, including Masua with the stack of Pan di Zucchero. Not to be missed is a visit to Porto Flavia a loading point for minerals with a sheer drop over the sea. The complex of Marganai is very suggestive with the botanic garden of the Linasia forest. Enthusiasts of archaeology will find the Punic temple of Genna Cantoni and the ruins of the Castle of Salvaterra.

Destinations: BUGGERRUSon nom évoque le grand nombre de merveilleux édifices de culte de la ville : de la cathédrale de Santa Chiara du XIIIe siècle, au style gothique catalan de l’église de San Francesco, en passant par l’église jésuite du Collège en l’honneur de l’Immaculée Conception construite sur les ruines de l’ancien Palais Donoratico. Parmi les plus anciennes, l’église de San Salvatore du Xe siècle après JC prouve l’existence d’un site avant la naissance de Villa di Chiesa. Les plus belles constructions citadines du début du XXe siècle sont liées au monde minier comme par exemple l’institut Minier Asproni, siège du Musée de l’Art Minier avec les galeries et la délicieuse petite construction art nouveau. Le Musée des Machines de mine, les Archives Historiques, la collection archéologique Pistis-Corsi et le Musée Ethnographique méritent tous une visite. La bande côtière offre une variété de plages et de criques parmi lesquelles Masua avec l’îlot rocheux de Pan di Zucchero. À ne pas manquer, une petite visite à Porto Flavia, point d’embarquement des minerais en surplomb sur la mer. Le complexe du Marganai, avec le jardin botanique de la forêt Linasia est particulièrement suggestif. Les passionnés d’archéologie trouveront le temple punique de Genna Cantoni et les ruines du Château de Salvaterra.

Destinations: BUGGERRU

Ihr Namen erinnert an die große Anzahl der herrlichen Kultgebäude der Stadt: von der Kathedrale Santa Chiara aus dem 13. Jh. und der katalanisch-gotischen Kirche San Francesco bis zur Jesuitenkirche des Colleggio zu Ehren der Unbefleckten Empfängnis, die auf den Ruinen des antiken Palazzo Donoratico errichtet wurde. Die Kirche San Salvatore aus dem 11. Jh., eine der ältesten, erlebt eine Ansiedlung vor der Entstehung von Villa di Chiesa. Die schönsten städtischen Bauten des frühen 20. Jahrhunderts sind mit der Welt des Bergbaus verbunden: das Bergbauinstitut Asproni, Sitz des Museums der Bergbaukunst mit den Stollen und dem deliziösen Herrenhaus. Einen Besuch verdient das Museum der Bergbaumaschinen, das Archivio Storico (historisches Archiv), die archäologische Sammlung Pistis Corsi und das ethnografische Museum. Die Küste bietet eine Vielfalt an Stränden und Buchten, darunter Masua mit der Klippe Pan di Zucchero. Ein Besuch am Porto Flavia, dem ins Meer überhängenden Einschiffungspunkt der Mineralien, sollte nicht versäumt werden. Eindrucksvoll ist der Marganai-Komplex mit dem botanischen Garten des Linasia-Waldes. Interessant für die Liebhaber der Archäologie sind die punischen Tempel von Genna Cantoni und die Ruinen der Burg Salvaterra.

bandiera-spagnaSu nombre evoca el gran número de espléndidos edificios de culto de la ciudad: desde la catedral de Santa Chiara del siglo XIII, al gótico catalán de la iglesia de San Francesco, a la iglesia jesuita del Colegio, en honor a la Inmaculada Concepción, construida sobre las ruinas del antiguo Palacio Donorático. La iglesia de San Salvatore del siglo X, entre las más antiguas, demuestra la existencia de un asentamiento anterior al nacimiento de Villa di Chiesa. Al mundo minero están relacionadas las más bellas construcciones de la ciudad de principios del siglo XX: el Instituto Minero Asproni, sede del Museo de Arte Minero con sus galerías, y el bonito palacete de estilo liberty. Merecen una visita el Museo de las Máquinas Mineras, el Archivo Histórico, la colección arqueológica PistisCorsi y el Museo Etnográfico. La zona costera ofrece una variedad de playas y ensenadas, entre las cuales está Masua con el acantilado de Pan di Zucchero. No hay que perderse Porto Flavia, punto de embarque del mineral a pico sobre el mar. Sugerente el conjunto del Marganai, con el jardín botánico de la selva Linasia. Los apasionados de arqueología encontrarán el templo púnico de Genna Cantoni y las ruinas del Castillo de Salvaterra.

(FONTE: www.sulcisiglesiente.eu – “copyright Sulcis Iglesiente”; “Archivio Foto – Sulcis Iglesiente”)

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