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Una costa aspra, romantica e dolce allo stesso tempo ed un entroterra affascinante, ricco di storie ed emozioni. Talmente bella che un emiro avrebbe messo gli occhi su un pezzo di quest’isola, su quella Costa Smeralda che ha accolto a braccia aperte, estate dopo estate, super-yacht, billionares, paparazzi e paparazzati. Vedremo come andrà a finire l’affaire, se il miliardario Tom Barrack cederà alle lusinghe arabe, e se la creazione del Principe Karim Aga Khan, nata negli anni 60, verrà annessa al Qatar.

Ma non è questa la Sardegna in cui vogliamo immergerci, quella più patinata e da copertina, e forse più inflazionata, bensì quella parte di isola che trasuda storia, natura e tradizione da tutti i pori, ma anche sapori intensi, aromi e profumi che sanno offrire esperienze autentiche, legate alla cultura di un popolo colto e ospitale, che racconta il suo territorio attraverso prodotti unici.

E questo spicchio di Sardegna è il Sulcis Iglesiente. Qui c’è tutto quello che ti aspetti: dal mare turchese alle spiagge candide, dalla storia alle tradizioni al vero spettacolo della natura, a percorsi di scoperta e degustazione dei vini di questo lembo di terra e alle visite ai vigneti e alle cantine. Sapevate che proprio qui si origina il Carignano doc?

In queste terre una delle prime colture apparse fu probabilmente quella della vite che, grazie alla particolarità della terra argillosa e sabbiosa, permette ancora oggi di produrre uve eccellenti. È appunto il caso del Carignano del Sulcis, vino rosso dal colore rubino scuro tendente al granato che ha ottenuto la certificazione Doc nel 1977, i cui vigneti baciati dal sole si caratterizzano per la resistenza ai venti di mare ricchi di salsedine e alla fillossera, il cui gusto ricorda sentori di prugna cotta, frutta secca e marasche e si sposa con i sapori forti e decisi dei prodotti locali (dal famoso olio, al tonno carlofortino, al pecorino, al carciofo e ai mieli).

A lui è dedicata la Strada del Vino Carignano del Sulcis Iglesiente che attraversa l’interno fino al mare con itinerari che comprendono visite alle cantine e alle aziende vitivinicole e agricole, ma anche alle enoteche, ai musei, ai siti di interesse archeologico e agli antichi borghi dei comuni di produzione di quest’uva (Calasetta, Carbonia, Carloforte, Giba, Masainas, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Sant’ Antioco, Tratalias e Villaperuccio), da vivere lentamente e gustando questo rosso che racconta profumi, valori, tradizione e cultura di una terra antica e genuina ed i sapori autentici di un’eccellente tradizione culinaria.

Chi ama l’avventura può trascorrere dei week-end “energy”, a cavallo tra dune e vigneti, nell’area del Golfo di Palmas, teatro nel 1323 dell’invasione degli aragonesi finalizzata alla conquista di Villa di Chiesa (a Iglesias). Oppure si possono ripercorrere le antiche rotte delle tonnare, solcando i mari del Sulcis a bordo di un caicco.

Per moderni pirati con una passione enologica mai sopita. Qui è il vento a dettare le regole e a trasformare il mare in un palcoscenico ideale per una settimana tra cielo, terra e mare.

La “Strada del Carignano del Sulcis” è piena zeppa di cantine tra cui scegliere.

Si può creare un itinerario che le comprende tutte, oppure si può organizzare la visita in base al tempo a disposizione. La Cantina Sardus Pater a Sant’Antioco, per esempio, dal 1955, su una superficie di 250 ettari, lavora i vigneti a piede franco producendo la DOC “Carignano del Sulcis”. Ogni bottiglia è frutto della sapiente selezione delle uve, di una vinificazione effettuata secondo antiche regole e moderne tecniche. Se volete ritrovarvi invece tra eleganti barrique di rovere francese la Cantina Santadi a Santadi produce dei grandi vini rossi che hanno il potere di racchiudere tutti i profumi della Sardegna.

Come il “Rocca Rubia”, rosso rubino quasi impenetrabile che emana intense note fruttate di more, mirtilli, vaniglia, mirto, cuoio e liquirizia, o il principe dei vini Rossi, il “Terre Brune” di grande stile, complessità e longevità. Dal sapore più moderno la Cantina Mesa a Sant’Anna Arresi: cantina moderna gestita da Gavino Sanna, 50 ettari di vigneto dove degustare “Buio”, il Carignano del Sulcis nato nei pressi di Porto Pino e il barricato “Buio Buio”.

Un tempio del vino con un’immagine unica: bottiglie scure di vetro pesante, etichette minimaliste monocolore e il nome del vino contornato da una rivisitazione degli arazzi tradizionali della Sardegna, in etichetta e contro etichetta.

Nasce infine dalle sabbiose colline che si estendono dal litorale di Porto Pino, fino a Calasetta, passando per Giba e Sant’Antioco la Cantina 6 Mura. Il nome è l’assioma di “Su de Is Muras”, area protetta dell’iglesiente che si raccoglie attorno a Giba. Viene prodotto un vino con una forte connotazione, di cui conserva, in un bouquet raffinato e al contempo avvolgente, il profumo dei venti salmastri che si alternano alla durezza del maestrale e la sapidità del sale ammorbidita dalla dolcezza/rotondità della
macchia mediterranea.

[ tratto da www.winewomenwant.it ]

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